Storia dell'istituto - Sito Ufficiale dell'I.I.S. La Farina-Basile

di Messina
Liceo Classico G. La Farina
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Liceo La Farina


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Storia dell'istituto

Il Liceo La Farina
Il progetto di questo grande isolato, il 327 nella numerazione fascista, sorto nel cuore del centro storico di Messina, si deve nel 1924 all’architetto Luigi Falchetti in un tempo in cui la ricostruzione della città procedeva alacremente dopo la tragedia del 1908. I lavori vennero avviati nel 1925 ad opera dell’impresa Martellucci e così l’edificio poté essere ultimato nel 1931 e le nattività didattiche poterono iniziare nel 1932. Esso insiste su un’area di interesse archeologico, testimoniato dalle imponenti strutture di edifici pubblici di epoca romano-imperiale rinvenute nell’area del vicino municipio; in particolare, l'isolato 327 ha restituito, a partire dagli anni post-terremoto, statuette femminili di V sec. a.C., ceramica di età ellenistica da corredi tombali ed una stratigrafia dall'età imperiale romana sino ad epoca barocca.
Realizzato in uno stile eclettico-accademico, l’edificio ha una struttura portante del tipo misto con setti murari longitudinali e trasversali di mattoni pieni e intelaiatura in cemento armato costituita da pilastri e cordoli di piano. Esso confina ad est con via Oratorio della Pace su cui si apre l’ingresso principale, a sud con via della Munizione, a nord con via S. Cristoforo e ad ovest con la via XXIV Maggio dove si affaccia la Scuola media “Verona Trento” che condivide con il liceo La Farina il cortile e la palestra interna.
Il liceo è ubicato nel centro urbano, nella Circoscrizione-04 -già VIII quartiere Dina e Clarenza-, fortemente segnato sin dall’età alto-medioevale da una densa presenza di edifici religiosi. La via XXIV Maggio, detta anticamente Basilica, quindi Mastra Rua, fu poi la via dei Monasteri, così chiamata per la successione di chiese, oggi scomparse, tra le quali quella della Pace e la chiesa di San Cristoforo, di cui rimane traccia nella toponomastica viaria dei luoghi adiacenti il liceo. Degli antichi monasteri esiste solo quello di Montevergine, che oggi si affaccia sulla via XXIV Maggio e conserva le spoglie della clarissa che lo fondò, S. Eustochia Smeralda Calafato. La via della Munizione a sud dell’edificio prende il nome dal teatro del Settecento ricavato da un'ampia sala dove si conservavano armi e munizioni. In età borbonica l’edificio fu abbattuto per essere ricostruito dagli architetti del Regno delle Due Sicilie e dunque adibito ad uso degli spettatori e di artisti che lì ricevettero il battesimo delle loro rappresentazioni. Pare che, tra gli altri, anche Giuseppe La Farina vi avesse rappresentato una sua opera. Forse per questo motivo, ma anche per la presenza in città di istituti di beneficenza pre-terremoto con il nome di La Farina (un asilo in Piazza Spirito Santo e un ospizio-convitto in via Cardines), il liceo venne intitolato a Giuseppe La Farina, patriota e scrittore.

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