Trionfo degli alunni del La Farina nelle gare classiche - Sito Ufficiale dell'I.I.S. La Farina-Basile

di Messina
Liceo Classico G. La Farina
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Liceo La Farina


Successi degli alunni

Successi 2016-2017

Successi


Trionfo degli studenti del liceo “La Farina” nelle gare classiche

Coltivare l’umanità, essere cittadini del mondo, vivere le differenze senza perdere la pienezza di una comune radice - come sostiene la pensatrice americana Martha Nussbaum -, passa attraverso il confronto con i classici. Studi umanistici e liberali comprensivi di tutti i saperi, studi, cioè, adatti agli umani e agli uomini liberi, sono il punto di forza dell’indirizzo classico del sistema educativo italiano che rende gli allievi liberi e dunque, per citare ancora la Nussbaum, capaci di farsi carico del proprio pensiero ed esaminare con occhio critico le norme e le tradizioni della società in cui vivono.
Ma anche le società antiche, che hanno avuto una grande storia ma che erano tutt’altro che perfette. “Gli antichi ci riguardano” - ha detto Luciano Canfora- “e dobbiamo interrogarli non tanto per i valori fondanti che trasmettono e tantomeno perché il mondo moderno si rispecchia in essi (equivoco da evitare) ma perché tutto lo sviluppo della cultura del mondo occidentale si fonda sulla riscrittura e sulla contrapposizione a ciò che fu scritto dagli antichi, e perché i loro problemi che essi non sono stati in grado di risolvere sono ancora i nostri. Tra questi la competenza per l’accesso alla politica, la cittadinanza e il rapporto libertà/schiavitù, inclusione/esclusione, presenti in maniera bruciante nella società odierna”.
E questo hanno compreso i giovani talenti del liceo classico “G. La Farina”, che nella sua offerta formativa, come ci tiene a ricordare la dirigente scolastica, dottoressa Pucci Prestipino, ha sempre associato cultura ed eccellenza, senza dimenticare di “coltivare l’umanità”. Sono giovani spigliati e cittadini del mondo, che sui classici si appassionano, peraltro consapevoli che nuove idee nascono e maturano in campo scientifico e tecnologico. Da parte dei docenti che insegnano evitando che i libri si trasformino in autorità e che gli stessi greci e latini siano strumentalizzati come “eroi” del conservatorismo, come accade nelle “guerre culturali” di oggi, continuare a far lezione sugli antichi è un modo per superare quella sorta di strabismo nei confronti del mondo antico che paradossalmente si ritorce contro la lezione stessa degli antichi, ma anche per arrestare la deriva oscurantistica.
Ormai prossimi a concludere gli studi liceali, Noemi Bonfiglio della classe III C (preparata dal professore Savasta) e Alessandro Sturniolo della III D (preparato dalle docenti Cannavò e Danzè), vincitori in prestigiosi agoni nazionali e internazionali come il Viterbiense della Tuscia, il Syracusanum, il Peloritanum, il Sallustianum, lo Zanklaios, il Certamen Antiquae Philosophiae e il “Magni animi memoria semper vivit” (hanno partecipato alle Olimpiadi Classiche Nazionali svoltesi  Salerno), esercitano da vari anni l’intelligenza della vittoria. Eccellenti anche nelle discipline scientifiche a dimostrazione della necessaria unità dei saperi, si considerano “cittadini del mondo”, quindi a proprio agio anche con gli antichi.
Le civiltà classiche, secondo Francesco Sabatini, non vanno poste in un limbo di perfetto valore che ci domina dall’alto e nemmeno in un tempo separato dal nostro. Come antefatto delle varie fasi successive della nostra civiltà siamo interessati a conoscerlo, e lo si può fare solo ripercorrendo all’indietro il tempo che si è accumulato alle nostre spalle, per poi tornare al presente con visione più lucida. Gli antichi sono i primi a parlarci di “mondi diversi da noi” e nel loro mondo molteplice si sono trovati molto bene Gabriele Gemelli della I C e Aurelia Puliafito della V A (preparati dal professore Savasta), vincitori del Certamen Peloritanum, Syracusanum e Sallustianum; e ancora Dario Palmisano della V F (preparato dal professore Gugliandolo), Maria Chiara Cardella della I F (preparata dalla professoressa Dragotto) e Sara Diomede della II E (preparata dal professore Sciajno) che hanno vinto il Certamen Piccolo Taciteum. Ad essi si aggiungono Giusy Mantarro della classe II C che ha vinto sia il prestigioso certamen internazionale di Filosofia intitolato a Giordano Bruno sia il Certamen Antiquae Philosophiae, nel quale il primo premio è stato vinto da Sara Fontanelli della classe III D e il terzo da Alessia Mesiti (tutte preparate dalle docenti Filloramo e Trimarchi). Se poi qualche perplessità sorge per le numerose gare classiche italiane, è confortante il parere di un filologo, il professore Renzo Tosi, che insegna Letteratura Greca all’Università di Bologna ed è uno dei Saggi delle Olimpiadi classiche nazionali: “Le gare classiche sono utili se prese con lo spirito giusto, per migliorarsi e allargare le proprie conoscenze, sia scolastiche sia umane. L’eccessivo proliferare non è mai positivo, ma è anche un segno di vitalità. E le vittorie replicate più volte con commissioni differenti indicano indubbiamente eccellenza”.
Patrizia Danze'



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